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I tatuaggi dei carcerati: i più diffusi e cosa simboleggiano

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I tatuaggi sono una forma d’arte che trova sempre molta attenzione e spazio sul nostro sito. Abbiamo pubblicato già molti articoli riguardanti il mondo dei tattoo come quelli riguardanti i tatuaggi con scritte, tatuaggi di cani, tatuaggi di coppia, tatuaggi 3D e tatuaggi maori.

(Di)segnare il proprio corpo con immagini, scritte e simboli più o meno stilizzati è sicuramente in molti casi una scelta estetica di bellezza e sensualità, ma spesso è anche un messaggio del proprio intimo vissuto, una piccola finestra su amicizie, amori e legami che in quel tratto sulla pelle trovano una loro permanente condensazione e ri-attualizzazione.

Oggi però affrontiamo una tipologia di tattoo molto particolare, che forse si discosta un po’ da ciò che abbiamo sempre scritto, ovvero i tatuaggi dei carcerati.

E’ qualcosa di cui non si parla molto eppure sono ben riconoscibili; a volte, ad esempio in spiaggia, può esservi capitato di passare vicino a persone che presentavano sul corpo dei disegni un poco stilizzati, semplici, non molto ben comprensibili, realizzati in modo un po’ spreciso e solitamente di colore blu… ecco, con molta probabilità, quei tattoo erano stati fatti in prigione. Ma vediamo di approfondire meglio l’argomento.

I tatuaggi dei carcerati

Nelle prigioni il tatuaggio è spesso realizzato allo scopo di raccontare la propria storia, la propria provenienza, il proprio status, un segno silenzioso ma immediatamente visibile agli altri detenuti di appartenenza ad un determinato gruppo, clan o movimento ideologico.

La loro “sprecisione” è dovuta al fatto che per la realizzazione non viene utilizzata la normale macchinetta per tatuaggi, ma bensì un comune ago da cucito avvolto in un filo di lana e intinto nell’inchiostro.

Tatuaggi che simboleggiano l’appartenenza a gruppi, bande e clan

Tatuaggi dei carcerati che indicano appartenenza ad un clan

Sono sicuramente tra i tipi di tattoo che tra i carcerati sono più diffusi in quanto, in molti istituti penitenziari del mondo, l’appartenenza o meno ad uno specifico clan o gruppo, determina quella che potrà essere la tua vita all’interno delle mura. Non servono parole, spiegazioni o gesti, ma dalla presenza di quei segni su una parte visibile del corpo dicono già tutto a chi deve intendere. Ed ecco anche perché spesso i tatuaggi dei carcerati sono realizzati sulle mani, sul collo o sul viso: perché sono parti anatomiche non nascoste dagli abiti.

L’appartenenza ad un clan o gruppo malavitoso non è raro che sia specificata nel tatuaggio anche con una scritta: ad esempio, gli adepti alla violenta gang messicana Mara Salvatrucha riportano sulla pelle la sigla “SUR” (Sud) o “MS”, la mafia messicana “EME” e le band californiane la “N” di Nord.

Tatuaggi che sono la biografia del detenuto

Tatuaggi dei carcerati mafia russa

Soprattutto all’interno del sistema carcerario russo, gli appartenenti alla mafia hanno un sistema articolatissimo di tatuaggi attraverso il quale ogni detenuto riesce a comunicare moltissime cose su di se: provenienza, per quale reato è dentro, qual posto occupa nella gerarchia, grado di potere e violenza e addirittura l’orientamento sessuale.

Tatuaggi che esprimono violenza e xenofobia

tatuaggi dei carcerati xenofobia e razzismo

La violenza è sicuramente uno dei sentimenti e degli atteggiamenti che in carcere è più diffuso tra i detenuti e trova anche spesso nuova forza.
Comuni sono i tattoo che fanno riferimento alla propria appartenenza a gruppi politici di estrema destra o comunque in convincimenti nazisti e razzisti, come le svastiche, il numero 1488 (dove “88” rimanda alle due “H” di Hadolf Hitler) oppure le lettere AB (Aryan Brotherhood / Supremazia Ariana).
Altrettanto comuni sono i tatuaggi che simboleggiano aggressività contro le forze dell’ordine, come l’immagine di una tigre, stelle sulle ginocchia, e l’acronimo ACAB (oramai reso celebre dal film omonimo).

Altri tipi di tatuaggi diffusi tra i carcerati

Tatuaggi dei carcerati: la lacrima

Al di là poi dei tatuaggi relativi all’appartenenza ad un clan, alla propria biografia mafiosa e alle proprie convinzioni politiche estreme, ci sono alcuni tipi d tattoo abbastanza ricorrenti e comuni tra i detenuti; eccone alcuni:
carte da gioco: amante del gioco d’azzardo (ma se il seme è “cuori”, anche ad avere partner all’interno del penitenziario);
lacrime: anni da scontare, omicidi effettuato o sentimento di vendetta;
orologi: allusione al tempo da trascorrere in prigione;
ragnatela: allusione allo status di detenuto;
Tre o cinque punti: di solito realizzato tra il pollice e l’indice della mano o sul viso, i tre punti rappresentano la vita sregolata e folle del detenuto mentre i cinque punti (quattro più uno al centro) rappresentano la condizione di prigionia.