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RoboBee, l’ape-robot che in futuro volerà di fiore in fiore

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Purtroppo le api sono in grave pericolo e questo rappresenta un problema di proporzioni catastrofiche per tutta la filiera alimentare, in quanto le api sono le prime e più dirette responsabili dell’impollinazione dei fiori e dunque sono assolutamente fondamentali per ciò che riguarda il rinnovarsi e il perpetrarsi nel tempo della stragrande maggioranza delle piante. No api, no prati e piante, no cibo per gli erbivori.

Come è evidente, le api sono le fondamenta della catena alimentare, sono coloro che permettono al nostro ecosistema di vivere; se dovessero scomparire il danno su scala mondiale sarebbe incalcolabile (o meglio, qualcuno lo ha calcolato, e lo ha stimato in circa 260 miliardi di dollari).

Già dai primi anni ’90 moltissimi apicoltori europei avevano lanciato l’allarme, segnalando una anomala diminuzione improvvisa delle colonie di api; principali responsabili di questa scomparsa sono ovviamente gli insetticidi e i pesticidi, utilizzati in abbondanza nelle aree agricole.

Molte associazioni ambientaliste (tra cui anche Greenpeace) e gruppi di cittadini stanno portando avanti da anni una lotta di informazione e divulgazione di questo problema, parallelamente a raccolte di fondi da destinare poi ad Enti competenti per cercare di invertire questa drammatica tendenza.

Ma anche la scienza si sta muovendo, e nel malaugurato caso che le api dovessero andare incontro ad un destino nefasto, dovrà essere pronta una tecnologia alternativa che possa sostituirle. Ecco allora che esiste già come prototipo il RoboBee, l’ape-robot che tra circa 10 anni potrebbe essere in grado di volare sui nostri prati impollinando le piante.

RoboBee, l’ape-robot che volerà sui fiori, impollinandoli

RoboBee, l'ape-robot dalle dimensioni minuscole

RoboBee è un micro robot sviluppato da un team di ricercatori dell’Università di Harvad che ha come obiettivo quello di riprodurre nel modo più fedele possibile il comportamento e il volo delle api.

Il progetto è partito 12 anni fa e tanto c’è voluto per superare i primi due “scogli”, apparentemente, almeno al tempo, insormontabili, per la nano-robotica, ovvero: ricostruire tale tecnologia su scala inferiore al millimetro e riprodurre fedelmente ed esattamente lo sbattere delle ali, cosa questa risolta con successo grazie all’invenzione di micro-muscoli artificiali capaci di far compiere alle ali del robot-insetto il perfetto movimento naturale ad una velocità di 120 battiti al secondo.

RoboBees, l'ape robot e la sua piattaforma

Obiettivo finale del progetto (raggiungibile in circa altri 10 anni di lavoro) è quello di creare uno sciame autonomo di RoboBee in grado di volare da fiore in fiore, e dunque capace di compiere la funzione fondamentale dell’impollinazione.
Uno dei principali problemi che restano da risolvere è quello di rendere i robot autonomi nelle scelte decisionali e nel movimento all’aria aperta.

Dunque una delle invenzioni più geniali e complesse in campo tecnologico degli ultimi decenni, ai limiti dei confini della realtà (i robot-insetti fino ad oggi erano presenti solo nel film “Matrix”) e che potrebbe risultare decisiva se si dovesse verificare la peggiore delle ipotesi: la scomparsa delle api.

RoboBees video

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