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L’Orto di Nemo, il primo esperimento di agricoltura subacquea

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Il progetto di cui vi parleremo in questo articolo prende il nome di “Orto di Nemo” (in riferimento al leggendario “Capitano Nemo” del racconto “Ventimila leghe sotto i mari” scritto da Jules Verne) ed è il primo in Italia nel suo genere, ovvero per ciò che riguarda la sperimentazione di forme alternative di agricoltura… in fondo a mare!

Perché intraprendere la strada della coltivazione subacquea?

Orto di Nemo, coltivazione subacquea

Il numero sempre crescente di persone che popolano la Terra sta ponendo alla ricerca scientifica diversi problemi, soprattutto in campo alimentare e, all’interno di questo ambito, lungo due direttrici principali:

1) come produrre tutto il cibo per soddisfare l’enorme richiesta mondiale;

2) come produrre tali quantità facendo meno uso possibile di “aiuti chimici e artificiali” (concimi, pesticidi, anti-parassiti, ecc.) e cercando di avere il minor impatto sull’ambiente (impoverimento del suolo e delle risorse primarie, disboscamento, desertificazione, ecc.).

L’OGM, soprattutto in America, è una sperimentazione nata proprio per cercare di dare una riposta a queste problematiche. Creare “in vitro” delle super-piante, maggiormente resistenti ai batteri, ai parassiti, all’attacco degli insetti e a condizioni climatiche avverse, in modo da avere una resa massima dalle piantagioni e con prodotti “migliori”, più “belli” esteticamente e con proprietà nutritive alterate/incrementate.

Tutto bello dunque? Assolutamente no, in quanto, in primis, non ci sono studi sugli effetti collaterali/nocivi di un’alimentazione prolungata basata su ortaggi e frutti OGM e in secondo luogo c’è il pericolo che queste super-piante prendano il sopravvento e annientino la diversità biologica vegetale.

Dunque ben vengano soluzioni alternative e con meno punti interrogativi per ciò che riguarda i possibili effetti collaterali nocivi per la salute umana, e il progetto “Orto di Nemo” si inserisce esattamente in questo spazio; scopriamolo più da vicino.

L’Orto di Nemo: coltivare in fondo al mare

Il progetto innovativo “Orto di Nemo” ha trovato fattibilità nello spazio di mare antistante la cittadina di Noli, in provincia di Savona (Liguria). Dunque, oltre ad essere uno dei posti da visitare in Italia per chi ama i paesi situati lungo la costa, Noli si colloca all’avanguardia per la prima sperimentazione nazionale di coltivazioni subacquee, grazie ad una serra posta ad 8 metri di profondità in cui è stato piantato del basilico (e in Liguria, come poteva essere altrimenti?), una delle piante idroponiche (ovvero che possono svilupparsi anche fuori dalla terra) che meglio si prestano a questo esperimento (in un futuro prossimo saranno inserite anche le fragole).

Il progetto è portato avanti dalla Ocean Reef, un’azienda Californiana, con sede anche a Genova, che si occupa di realizzare apparecchiature subacquee e diretta dall’ingegnere Sergio Gamberini.

“L’idea originaria era quella di creare un sistema interattivo tra la superficie terrestre e quella subacquea, che fosse diversa dall’attività di cui ci occupiamo normalmente; volevamo portare qualcosa di terreste sott’acqua.”

Orto di Nemo, coltivare basilico sotto al mare

Nel 2012 prende dunque avvio il progetto “Orto di Nemo” che consiste nel collocare a 8 metri di profondità (dove arriva ancora la luce del sole) una sorta di biosfera a forma di paracadute pieno d’aria (800 litri di volume), all’interno della quale collocare i semi di basilico.

“Notammo che lo sviluppo delle piante era particolarmente rapido. Nel giro di 48 ore i semi cominciavano già a germogliare. Il sistema è autonomo e isolato. All’interno della bolla insetti e altri agenti non riescono ad arrivare.”

Ma due sono le principali caratteristiche delle biosfere subacquee:
– Sbalzi termici minimi, visto che sotto il mare la temperatura è pressoché costante;
– Durante il giorno l’aria contenuta all’interno della “serra” aumenta di qualche grado e questo innesca un’evaporazione dell’acqua marina a contatto con la biosfera che poi crea condense lungo le pareti di plastica, creando di fatto acqua dolce.

A breve saranno introdotti pure piselli, fagioli, lattuga e fragole, in modo da portare in coltivazione anche ortaggi veri e propri per l’alimentazione umana.

Orto di Nemo, sub nella biosfera

In futuro l’idea è quella di riuscire a produrre su larga scala, prodotti genuini che non fanno uso di alcun tipo di pesticida o anti-parassitario, in quanto sotto al mare tali minacce non possono arrivare (al massimo si affacceranno curiosi a sbirciare la novità un po’ di animali strani degli abissi!).

La sfida nella sfida sarà quella, più complicata, di produrre con questa tecnologia ad un costo competitivo per il mercato globale alimentare.

Per approfondire sul progetto “Orto di Nemo”:
Sito web: http://www.nemosgarden.com
Facebook: https://www.facebook.com/NemosGarden/

Orto di Nemo, sub al lavoro nella serra

Orto di Nemo, fuori dalla bolla

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