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Droni-bagnino per il salvataggio in mare; al via le prime sperimentazioni

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I droni sono una tecnologia sempre più pervasiva nella vita contemporanea che, grazie alle continue innovazioni tecniche e ai miglioramenti nelle performance sia di volo che di altre funzionalità, sta conquistandosi progressivamente nuovi ambiti di impiego.

Avevamo già visto, nell’articolo dedicato ai 6 casi in cui i droni risultano fondamentali per l’uomo come, al di là degli utilizzi amatoriali, questi “oggetti volanti identificati” (chiamati anche quadricotteri) si stiano rivelando in molti casi di aiuto estremo per molte attività in situazioni e contesti delicati.

Tra questi possiamo certamente annoverare anche il soccorso in mare, con le mille insidie che esso può comportare, come le onde grosse, il forte vento, una costa frastagliata e scoscesa che rende difficili i soccorsi; ecco allora che sulle spiagge del Lazio si è pensato, quest’anno per la prima volta, di sperimentare alcune attività di primo soccorso grazie all’ausilio di cosiddetti “droni bagnino”.

I droni bagnino

drone bagnino

Una prima sperimentazione dei droni-bagnino in realtà si era già avuta sulla spiaggia di Caorle (Veneto) grazie al progetto denominato “Drone Salvavita”, con l’utilizzo di droni per soccorrere nel più beve tempo possibile persone colte da malore sia in mare che sulla spiaggia e sotto l’ombrellone (ad esempio svenimenti o infarti). In caso di emergenza, piloti certificati guideranno in pochissimi istanti il drone, dotato a bordo di defibrillatore e di altri strumenti/medicinali salvavita, presso la persona bisognosa di aiuto.

Ricordiamo che i droni per il pronto soccorso sono un’eccezione alla regola di divieto assoluto di far volare qualsiasi tipo di drone sulle spiagge di tutta Italia dal 1° Giugno al 30 Settembre inclusi.

Tornando adesso alla costa laziale, i droni-bagnino per il primo e tempestivo soccorso in mare sono minuti di videocamera e salvagente con cima. Il loro compito è fondamentalmente quello di raggiungere la persona in difficoltà nel più breve tempo possibile per fornirle un primo supporto al galleggiamento, in modo da dare più tempo ai soccorritori di arrivare sul posto con tutta l’attrezzatura necessaria (cosa questa che, in certe situazioni di meteo avverso e/o di difficile sbocco sul mare, può davvero richiedere del tempo).

drone bagnino

L’utilizzo del drone-bagnino è facoltativo ma la Capitaneria di Porto lo consiglia vivamente soprattutto in quei luoghi ove vi siano spiagge di sabbia molto estese o zone di costa rocciosa, entrambi casi in cui per i soccorsi, intervenire in tempi brevi, è davvero complicato.

drone bagnino

Dunque, se come posti da visitare in questa estate 2017 prediligete luoghi in cui l’aspetto della sicurezza sia tutelato in massimo grado, un pensiero alle spiagge del Lazio ce lo potreste fare… Non saranno certo belle come le spiagge della Puglia, le spiagge della Sicilia o le spiagge della Sardegna, ma potrete contare in ogni momento sul vostro “drone-custode”! 🙂

Qui sotto due video: nel primo l’esempio dell’utilizzo di un drone-bagnino in un progetto pilota su una spiaggia della Spagna, e nel secondo la ricostruzione di uno scenario di salvataggio in cui una donna rischia di annegare a largo e il drone si alza in volo per portarle il salvagente.


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