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Carta di credito, funzionamento

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Il sistema di funzionamento delle carte di credito è sostanzialmente un processo di autorizzazione del sistema bancario. Questo processo si articola in tre soggetti:

Ente emittente (in inglese issuer): è l’azienda che provvede a emettere la carta di credito. Questa può essere una banca oppure un ente finanziario. L’azienda emittente definisce un contratto di finanziamento con il titolare della carta. I titolari di carta sono considerati clienti della società emittente e sono coloro che spendono denaro attraverso l’utilizzo della carta.
Ente esercente (merchant): è l’esercizio commerciale che, aderendo a un circuito di pagamento, permette ai propri clienti di pagare attraverso il mezzo di pagamento convenzionato, alternativo al contante. L’adesione al circuito avviene solitamente tramite l’intermediazione di una società di gestione terminali (acquirer) che offre servizi di vendita o noleggio POS (Point of sale), contabilizzazione e rendiconto dei pagamenti, reportistica e gestione delle controversie (solitamente definite dispute), comunicazione flussi informativi da e verso i circuiti stessi.
Circuito di pagamento: è l’azienda che si occupa di veicolare, attraverso una propria rete di comunicazione, le richieste e le corrispondenti autorizzazioni alla spesa. La rete del circuito si allarga attraverso la delega agli acquirer a installare i POS, rappresentabili come terminazioni della rete, presso nuovi esercenti. Il circuito si occupa anche delle operazioni di settlement, cioè di contabilizzazione e pareggio delle partite contabili sulle posizioni dei singoli titolari ed esercenti. Queste informazioni sono inviate costantemente all’ente emittente e alla società di gestione terminali che mantengono aggiornati i loro rapporti rispettivamente con titolari ed esercenti. I principali circuiti mondiali sono Visa, MasterCard, Diners, American Express, JCB e China Union Pay (CUP).[senza fonte]
La carta di credito è, quindi, uno strumento che consente di regolare il pagamento successivamente all’acquisto. Sulla carta sono riportati le generalità del titolare, il numero della carta e la sua scadenza. Il titolare è tenuto a porre la propria firma nello spazio predisposto.
Esempio di fronte di una tipica carta di credito:
Logo dell’ente emittente
chip EMV
Ologramma
Numero della carta di credito
Logo del circuito di pagamento
Data di scadenza
Nome del proprietario

Esempio di retro di una tipica carta di credito:
Banda magnetica
Striscia per la firma
Codice di sicurezza della Carta
La transazione di vendita coinvolge tre attori con i rispettivi rapporti, ovvero:

Il titolare della carta si impegna a restituire all’emittente della carta l’importo della transazione nei tempi e nei modi prestabiliti dal contratto sottoscritto.
Il fornitore eroga i beni o servizi richiesti dal cliente.
L’istituto emittente si impegna a pagare al posto del cliente quanto dovuto, eventualmente al netto di commissioni prestabilite.
Quindi, il cliente può acquistare senza l’uso di contanti, il fornitore non è soggetto al rischio di un pagamento tramite assegno e quindi all’eventuale insolvenza dello stesso, e l’istituto eroga un servizio percependo, per questo, una commissione. Oltre che come strumento di pagamento, la carta di credito può essere utilizzata come strumento di prelievo allo sportello automatico ATM (al pari di una Carta di debito per esempio attraverso il circuito italiano BANCOMAT®[3] o attraverso un circuito internazionale tipo MAESTRO®) digitando il codice segreto consegnato insieme alla carta.

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